La Cesena on-line la scheda per FIDC Sicilia

La cesena ha dimensioni medio-piccole, forma slanciata, becco robusto, coda di media lunghezza e quadrata e tarsi lunghi. Il piumaggio in entrambi i sessi è molto variabile nelle tonalità ma piuttosto costante nel disegno: testa, nuca e groppone di colore grigio ardesia, dorso bruno-castano, coda castano-nerastra, gola e petto fulvo rugginoso striato di nero, ventre bianco, becco giallastro con apice nero, zampe brune. In volo, vista da sotto, è riconoscibile per il petto fulvo-gialliccio, le copritrici inferiori delle ali bianche e la coda nera. Oltre che per i colori del piumaggio, si distingue dal Tordo bottaccio e dal Tordo sassello per le dimensioni decisamente superiori. La lunghezza varia dai cm 25 ai 28 cm il peso gr 80-145 circa.

È una specie tendenzialmente gregaria, in migrazione e svernamento può formare imponenti branchi composti da centinaia di individui. È un uccello che a differenza di altri, migra alla ricerca del cibo, in Italia è presente in grosse quantità, mediamente ogni 5 anni, eccezion fatta per gli ultimi anni dove le condizioni invernali europee l’hanno spinta ad attraversare le Alpi più di frequente. A differenza del merlo, del tordo bottaccio e del tordo sassello migra in grossi stormi capaci di raggiungere 100 – 200 esemplari. Di indole poco diffidente e rumorosa durante la stagione riproduttiva, appare più timorosa e cauta in autunno e inverno. Conduce vita gregaria in branchi anche numerosissimi, spesso insieme al Tordo sassello. Possiede un volo alto e leggermente ondulato; sul terreno cammina con portamento eretto e saltella con eleganza.

La cesena nei dintorni delle colonie di riproduzione manifesta una notevole aggressività verso potenziali nemici, come scoiattoli, Corvidi e rapaci diurni o notturni che vengono attaccati anche in volo. Durante il periodo di nidificazione è quindi facile osservare attacchi aerei nei confronti di predatori alati. La cesena colpisce i nemici con spruzzi di escrementi impregnando a tal punto il loro piumaggio da costringere gli sfortunati predatori al suolo, da dove spesso non sono più in grado di riprendere il volo. In tali condizioni sono stati trovati il Gheppio, alcuni Corvidi, la Poiana e addirittura l’Astore. In alcuni casi gli individui attaccati, completamente ricoperti di escrementi appiccicosi, sono destinati a morire. Probabilmente essi, dopo essere stati spruzzati dai primi getti di feci, tentano di ripulirsi ma ciò peggiora la situazione perché il liquido fecale si espande maggiormente. Ponendo una sagoma di rapace dietro una finestra, la cesena riesce ugualmente ad attaccarla spruzzando il vetro di escrementi (Bezzel, 1983).

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