Censimento al fagiano

Primo censimento al fagiano nella Zona di Ripopolamento e cattura di Volterra 2012

Da alcuni anni alcune specie appartenenti alla “piccola selvaggina” stanziale sono oggettivamente in diminuzione nei nostri territori. Rimane difficile però analizzare le cause di questo declino e molte sono le supposizioni. Sicuramente non è un unico fattore ad essere determinante. Tale decadenza però di fatto non viene quasi mai quantificata se non dai censimenti svolti dai tecnici incaricati dagli ATC o dalle Amministrazioni Provinciali.

fagiano

Gli scopi di questo progetto sono molteplici, sicuramente determinare nel modo più preciso possibile il numero di animali presenti all’interno dell’istituto faunistico di Volterra, rendere partecipe una larga percentuale di cacciatori del luogo delle potenzialità che il loro istituto possiede e di quello che è il vero patrimonio faunistico esistente. Infine mettere a punto un valido sistema di censimento che affini il livello di precisione del dato.

È stato scelto di effettuare il censimento nella ZRC di Volterra con il metodo “da punti di vantaggio” e Distance sampling. I dati ricavati dai due tipi di censimento sono stati confrontati per valutare la loro attendibilità e avere indicazioni sulla possibilità di come implementare questi metodi in futuro.

Le sessioni si sono svolte nel periodo estivo 2012. In questo periodo si ha la massima visibilità di animali correlata alla massima percorribilità del transetto. In tale periodo è inoltre possibile, in particolare per il fagiano, determinare la percentuale di giovani rispetto agli adulti e quindi stimare il successo riproduttivo. In un primo momento eravamo riusciti ad organizzare un censimento in battuta con l’ausilio del cane, per avere una terza tipologia di stima da confrontare, ma l’estrema siccità del periodo in cui si doveva realizzare ha impedito la sua realizzazione.

 Valutazione finale dei metodi

Il metodo dell’appostamento ha fornito una stima delle consistenze ben al di sopra di quelle rilevate con il metodo del transetto. La percentuale di differenza per le due specie è circa il 27 %, con la precisazione che il dato ricavabile del transetto deve essere letto con la stima di errore. Analizziamo quindi quali sono i pro ed i contro dei due metodi.

Tempi di realizzazione

Il metodo del transetto è purtroppo negli ultimi anni, condizionato negativamente da una serie di fattori sia ambientali che amministrativi. Spesso la stagione dell’autunno si è presentata con piogge forti e prolungate con il risultato di aver allungato enormemente i tempi di censimento.
In taluni casi poi abbiamo avuto difficoltà di attuazione per motivi legati alle autorizzazioni che dovevano pervenire dalla Pubblica Amministrazione, oppure l’incarico è stato fornito in ritardo rispetto ai tempi migliori per poter effettuare questo tipo di rilievo.
Il transetto lineare quindi ha in buona sostanza il problema “tempi”. Le zone da censire sono molte e quindi spesso alcune di queste non vengono censite nel periodo ideale con conseguenze negative sulla stima di popolazione. Il metodo dell’appostamento potrebbe essere realizzato in contemporanea o comunque in un periodo molto ristretto di tempo e oltre a consentire una migliore interpretazione del dato, lo renderebbe maggiormente confrontabile. Il tecnico in questo caso avrebbe solo una funzione di coordinamento delle Commissioni di Verifica e Controllo o comunque dei comitati di Gestione delle Zone, e, una volta determinate le aree di osservazione i censimenti potrebbero svolgersi in contemporanea in un brevissimo lasso di tempo ne più e ne meno di quanto avviene oggi per i censimenti agli ungulati per la caccia di selezione.
Anche in questo caso il tecnico avrebbe una funzione di verifica della corretta esecuzione partecipando ad una parte di questi censimenti e analizzando poi il risultato finale.

Coinvolgimento

Il metodo dell’appostamento coinvolge un numero di persone maggiore rispetto al transetto lineare, quest’ultimo negli anni infatti è stato sempre eseguito con un massimo di due volontari appartenenti all’area censita. Nel metodo da appostamento il coinvolgimento del volontariato è, come abbiamo visto, notevolmente più alto con il vantaggio di avere un impegno diretto e far toccare con mano le effettive consistenze di selvaggina che altrimenti, sarebbero solo “riferite” con un freddo rapporto trasmesso all’ ATC o alla Provincia. Molti volontari non hanno infatti “l’occasione” di poter verificare direttamente le consistenze effettive e non sempre si conoscono i metodi migliori per venirne a conoscenza.
Ovviamente il personale volontario dovrà essere, nel periodo di prova di tale metodo, formato adeguatamente anche in via teorica. A tale scopo potranno essere realizzati dei brevi corsi basati sulle modalità di censimento e sulle specie target.

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Investimenti

Il metodo del transetto consente a prima vista un maggiore risparmio in termini di investimenti monetari da parte dell’Ente committente il censimento. Un’ adeguata programmazione ed un buon livello di efficienza invece del metodo da appostamento, consentirebbe una diminuzione (ovviamente non nei primi anni di avvio dl sistema) di un risparmio a carico del compenso tecnico che ovviamente vedrebbe la sua figura meno impegnata direttamente sul campo e quindi con costi vivi minori rispetto al metodo da appostamento in cui il censimento viene svolto dal personale volontario.

Conclusione

Per i motivi suddetti e quindi per una maggior precisione della stima, per un maggior coinvolgimento del personale volontario e non per ultimo per una migliore realizzazione sul campo del censimento, si consiglia l’utilizzazione del metodo da appostamento. Ovviamente tutto il sistema di censimento dovrà essere realizzato ex novo con opportuni regolamenti ratificati poi nel prossimo Piano Faunistico Provinciale in via di stesura.

Ringraziamenti

Si ringraziano tutti i volontari partecipanti al censimento, per il continuo appoggio, le Associazioni Venatorie del Comune di Volterra. Si ringraziano in particolar modo il Presidente della ZRC il signor Michele Borghesi ed i suoi più stretti collaboratori. Infine si ringrazia il Comitato di Gestione dell’ATC 15 ed il Servizio Difesa Fauna per l’opportunità che ci hanno fornito di poter operare al progetto.

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