Progetto faunistico / Sicilia / Censimento regionale 2019
Monitoraggio del coniglio selvatico in Sicilia
Una campagna sperimentale su scala regionale per accrescere le conoscenze demografiche sul coniglio selvatico e proporre agli organi competenti un modello di gestione venatoria sostenibile, in linea con le indicazioni ISPRA.
Obiettivo
Costruire una base quantitativa per leggere davvero lo stato della specie in Sicilia
Dalla presentazione di progetto emerge con chiarezza il taglio sperimentale del lavoro: aumentare in modo significativo le conoscenze sulle condizioni demografiche del coniglio selvatico in Sicilia e definire un modello di gestione venatoria sostenibile.
Il censimento è stato pensato su tutto il territorio agro-silvo-pastorale non soggetto a preclusioni, con esclusione delle aree non idonee come urbano, fiumi e superfici non compatibili con la presenza della specie.
Il progetto ha coinvolto università, istituzioni regionali, Istituto Zooprofilattico, Ripartizioni Faunistico Venatorie, Federazione Italiana della Caccia, cacciatori volontari e tecnici Agrofauna, con una struttura organizzativa ampia e operativa.
Metodo
Campionamento random
I plot random sono stati estratti in misura pari al 12% del totale di ciascuna ripartizione, eliminando quelli sovrapposti a uso del suolo non adeguato o a zone interdette.
Plot mirati
Accanto ai plot casuali sono stati selezionati plot in aree vocate grazie alla collaborazione con ripartizioni faunistiche e cacciatori volontari, fino a un massimo del 50% del totale.
Pellet count
All’interno di ogni plot è stato individuato un punto centrale e sono state eseguite sottostazioni di rilievo con conteggio dei pellet, distinzione tra piccoli e adulti e ripetizione del controllo dopo 24 giorni.
Schede e foto
Ogni stazione veniva documentata con GPS, foto panoramiche nei quattro punti cardinali, uso del suolo, scheda di campo e scheda finale di sintesi.
Strumenti e struttura
Un censimento costruito per essere ripetibile e confrontabile tra territori diversi
Plot e punti di rilievo
All’interno di ciascun plot veniva scelto in modo random un punto di stazione, raggiunto sul campo con terminale Android e cartografia dedicata.
La struttura del rilievo serviva a rendere omogenei i dati tra province e operatori diversi.
Rilievi standardizzati
Il protocollo prevedeva foto panoramiche, verifica dell’uso del suolo, ricerca dei pellet, esclusione delle latrine e ritorno in stazione dopo 24 giorni.
Questo consente confronti nel tempo e tra aree diverse senza affidarsi a impressioni locali non verificabili.
Coinvolgimento territoriale
Il progetto ha lavorato con una rete ampia di soggetti istituzionali e volontari, elemento decisivo per coprire territori estesi e raccogliere dati con un buon radicamento locale.
La parte mirata del campionamento nasce proprio da questa conoscenza diffusa del territorio.
Primi numeri
Il resoconto operativo mostra una macchina di rilievo già estesa e distribuita
1.032 plot complessivi
Nel resoconto ODS compaiono 1.032 plot come base numerica generale del progetto, distribuiti tra gruppi e territori differenti.
386 plot random
Il sottoinsieme random riportato nel resoconto conta 386 plot, che rappresentano la quota campionaria casuale selezionata sulle diverse ripartizioni.
Plot con supporto dei cacciatori
Il file evidenzia anche una componente di plot cacciatori, utile per concentrare parte dell’indagine in aree considerate vocate o già note per la presenza della specie.
Esempio territoriale su più comuni
Nel campione mostrato compaiono comuni come Acate, Vittoria, Santa Croce Camerina, Ragusa, Modica, Ispica, Comiso, Gela, Giarratana, Monterosso Almo e Chiaramonte Gulfi, per un totale di 48 plot nel riepilogo visualizzato.
Una base per il confronto
Il valore del monitoraggio non è nel singolo numero, ma nella possibilità di confrontare territori, replicare i rilievi e costruire nel tempo indicatori utili alla gestione.
Lettura tecnica
Il progetto non cerca una tecnica unica, ma un metodo coerente con specie, territorio e scala del lavoro
La presentazione richiama correttamente che non esiste una sola tecnica di censimento valida in assoluto. La scelta dipende da specie, elusività, densità, morfologia del territorio e disponibilità di uomini e mezzi.
Per il coniglio selvatico in Sicilia il progetto ha puntato su un metodo indiretto e ripetibile, basato sulla ricerca dei segni di presenza, in particolare pellet e altre evidenze utili a stimare la frequenza e la distribuzione della specie.
Questo approccio permette di lavorare su superfici molto ampie e di restituire dati confrontabili, che in futuro possono essere integrati con analisi dei carnieri, controlli notturni o altri strumenti di monitoraggio dove necessario.
Una campagna che costruisce metodo, non solo rilievi
Il monitoraggio regionale del coniglio selvatico in Sicilia ha valore perché mette ordine: definisce i criteri di selezione dei plot, standardizza i rilievi, coinvolge i territori e produce una base leggibile per future decisioni gestionali. È il tipo di lavoro necessario quando si vuole passare da percezioni locali a una valutazione tecnica regionale della specie.
Copertura regionale
Il progetto è pensato su scala ampia e cerca di rendere confrontabili aree diverse della Sicilia.
Metodo replicabile
Plot, sottostazioni, pellet count, foto e schede costruiscono una procedura chiara e ripetibile.
Base per la gestione
I dati raccolti servono a proporre un modello di gestione sostenibile, non a produrre un rilievo isolato senza seguito.
