Agrofauna

Prima osservazione di Luì di Pallas Phylloscopus proregulus (Pallas, 1811) per la Sardegna

Nell’ambito del “Servizio di Censimento della Popolazione di Cormorano Svernante nelle Zone Umide della Provincia del Sud Sardegna, Stagione di svernamento 2020/21”, attività svolta da Agrofauna SRLS dopo quella del 2019 sempre in Sardegna ma per conto della Citta Metropolitana di Cagliari, sono stati osservati 2 rari individui di Luì di Pallas, Phylloscopus proregulus (Pallas, 1811). Nel dettaglio l’osservazione è avvenuta il 29/11/2020 durante il monitoraggio mattutino del dormitorio di Cormorano presente sull’ Isola Rossa, Sant’ Antioco (CI). Lo scopo del progetto è infatti quello di quantificare la consistenza numerica dei cormorani presso i dormitori e nei siti in concessione di pesca (compendi ittici).

Dormitorio monitorato presso Isola Rossa, Sant’ Antioco (CI)

Dopo aver fatto questa distaccata seppur doverosa premessa, vi voglio raccontare brevemente quella domenica mattina di fine novembre sperando di farvi vivere la stessa emozione, eccitazione e trepidazione di coloro che hanno potuto godere dal vivo del fascino di questa specie.

Suona la sveglia, sono le 5.45 del mattino, il sonno non manca ma siamo tutti in piedi carichi per una nuova giornata di censimenti. Tutti carichi, nonostante l’assenza di un caro compagno di viaggio: IL CAFFÈ.  Non scordiamoci infatti che ci troviamo sulla piccola Isola di Sant’ Antioco (CI), collegata alla terraferma da una strada lunga pochi chilometri che attraversa le saline e la Laguna. I tempi non sono neanche dei migliori, siamo nel bel mezzo di una pandemia mondiale, ci troviamo in una località turistica che in estate è piena di turisti ma ora conta massimo 11.000 abitanti, conclusione: bar chiusi. Inoltre, noi abbiamo fretta di andare a contare i Cormorani prima che partano dai rispettivi dormitori verso le zone di alimentazione. Fortunatamente abbiamo il corrispettivo del caffè che ci rende ancora più svegli e grintosi di quest’ ultimo, ovvero la nostra grande passione per l’Ornitologia e la natura in generale.

Ci mettiamo in macchina, le strade sono piene di pozzanghere, infatti il giorno prima si è scatenata una bufera su gran parte della Sardegna, con forte vento e copiose piogge (importante dettaglio per l’osservazione fatta). Specifico che la mascherina aderisce sempre al nostro viso sia in macchina che all’ esterno. Ecco che facciamo la prima tappa, scende dalla macchina Giancarlo che dovrà censire un dormitorio a Nord dell’isola, lo abbandoniamo tra le tenebre (sono le 6.00 a.m.). Continuiamo il nostro viaggio e dopo una ventina di minuti arriviamo a destinazione: Torre Canai, una torre di avvistamento che si erge nella parte meridionale dell’isola in località Turri, realizzata sotto il governo del conte Lorenzo Bogino nel 1757.

Afferriamo binocoli, cannocchiali e fotocamera e ci dirigiamo verso l’estremo costiero, dove si trova la suddetta torre che sorge sopra piccole falesie a picco sul mare. Ancora è buio, manca mezz’ ora all’alba ma cominciano a vedersi i lineamenti della costa, del mare e soprattutto dell’Isola della Vacca, vero motivo per il quale ci troviamo sul posto, in quanto l’isola ospita un dormitorio misto di Cormorano e Marangone dal ciuffo. Ai piedi della torre siamo in tre: il sottoscritto, Giuseppe Vecchio (Socio di Agrofauna e coordinatore del progetto) e Giovanni Cumbo (Censitore IWC Ispra, come me). Posizioniamo i cannocchiali per poter osservare meglio l’isolotto, nel frattempo si involano da sotto i nostri piedi 6 individui di Pernice sarda (Alectoris barbara, Bonnaterre, 1792). Sta albeggiando, i primi raggi colpiscono l’isola che finalmente si vede meglio. I cormorani e i cugini marangoni dal ciuffo partono pian piano dalle falesie e iniziamo a contarli. Nel frattempo, passano 2 individui adulti di Sula (Morus bassanus, Linnaeus, 1758). Per un attimo perdiamo la cognizione spazio-temporale e ci sentiamo catapultati nel Mar del Nord, tra Marangoni dal ciuffo e Sule che si tuffano. Non è che l’Isola della Vacca sia in realtà Bass Rock?

La somiglianza è spiccata, ma ci ricordiamo che fino a pochi mesi prima su quelle falesie si potevano sentire le “urla” di una specie che attualmente si trova in Madagascar: Il Falco della Regina (Falco eleonorae  Gené, 1839), nidificante in loco con alcune coppie. Ritorniamo allora con i piedi per terra e continuiamo il nostro censimento. Sono le 7.45 a.m. dobbiamo spostarci verso i compendi ittici per continuare il nostro lavoro. Soddisfatti ci dirigiamo verso la macchina. L’ autovettura dista un centinaio di metri da noi, ma in quei 100 metri non mancheranno le sorprese. Durante quel breve tragitto, infatti, io e Giuseppe ci fermiamo non appena sentiamo uno strano “call”, che identifichiamo dopo pochi secondi come Magnanina sarda (Sylvia sarda Temminck, 1820). Cerchiamo di contattarla visivamente, ma non ci riusciamo in quanto resta ben nascosta dentro il Lentisco (Pistacia lentiscus, L,1753) . Mentre scruto la macchia di Lentisco a pochi metri da me, il mio sguardo viene rapito da un movimento rapido su un Olivastro (Olea europaea L., 1753) che si trova circa 15 metri dietro l’invisibile Magnanina sarda. A occhio nudo in quella frazione di secondo quel movimento si trasforma in un passeriforme con un evidente sopracciglio chiaro. Il volo è frenetico, capisco subito che si tratta di un Phylloscopus sp e vedendo quel sopracciglio esclamo: “Luì forestiero!” ma qualcosa non mi convince. Nel frattempo, si avvicinano Giuseppe e Giovanni, puntiamo i binocoli ed ecco che si concede per un’altra frazione di secondo, i miei dubbi si infittiscono: la stria oculare è molto marcata, la parte anteriore del sopracciglio sembra più lucente e la silhouette affusolata con coda corta. Le condizioni di luce non sono ancora ottimali e l’apparizione troppo fugace per poter fare determinate ipotesi, dunque prendo la fotocamera e aspetto che esca dall’ Olivastro. Eccolo, beccato! Comincio ad ingrandire la foto e la mano inizia a tremare pian piano che l’immagine risulta più nitida…. Non ci credo, guardo Giuseppe negli occhi, mi metto le mani tra i capelli, e con voce tremolante e lacrime trattenute lo cito: LUÌ DI PALLAS!!!!!!

Voi vi chiederete, chi è costui? Il Luì di Pallas (Phylloscopus proregulus Pallas, 1811), è un uccello di piccole dimensioni appartenente all’ordine dei Passeriformi e alla famigliadei Phylloscopidi. La struttura corporea è simile a quella del Regolo (Regulus regulus, Linnaeus, 1758), misura 9 cm, il peso è intorno ai 7 g e l’apertura alare non supera i 14 cm. Nidifica principalmente nella taiga, costruendo il nido principalmente su conifere. Il nido è composto da ramoscelli secchi, fibre vegetali, muschi e licheni, rivestito con erba e frammenti di corteccia di betulla. Depone in media 4-6 uova a giugno, e vengono incubate dalla femmina per 12-13 giorni. È insettivoro, la dieta include adulti, larve e pupe di piccoli insetti e ragni. Si nutre principalmente su cespugli e alberi, catturando le prede in brevi voli. L’areale di nidificazione comprende la Siberia meridionale, la Mongolia settentrionale e la Cina nord-orientale. È una specie migratrice e sverna principalmente nella Cina meridionale subtropicale e nell’Indocina nord-orientale, ma negli ultimi decenni sono stati riscontrati dei piccoli nuclei svernanti nell’Europa Nord Orientale (soprattutto Finlandia, ma anche Norvegia, Gran Bretagna ecc). Nel resto d’ Europa risulta ancora specie accidentale.

Perché inizialmente ho specificato le condizioni atmosferiche dei giorni precedenti?
Perché le condizioni atmosferiche possono influenzare in modo significativo il corso e il ritmo della migrazione e il tasso di sopravvivenza durante la migrazione (Miller et al.2016). Condizioni meteorologiche favorevoli per la migrazione migliorano l’orientamento degli uccelli, riducono l’uso di energia per il volo  e aumentano la velocità di migrazione (Emlen 1975; Bloch e Bruderer 1982; Gauthreaux 1982; Akesson 1993; Liechti 2006; Shamoun-Baranes et al.2017) Secondo diversi  studi, la maggior parte delle migrazioni avviene in condizioni meteorologiche senza vento, limpide, anticicloniche senza precipitazioni o con il supporto di venti di coda (Alerstam 1990; Gyurácz et al.1997, 2003; Bruderer e Boldt 2001; Erni et al. 2002). Il vento gioca un ruolo fondamentale, influenzando la data di partenza e le direzioni migratorie, le rotte, le velocità, la durata dei voli, il consumo di energia e l’attraversamento delle barriere ecologiche (Cochran e Kjos 1985; Weber e Hedenström 2000; Pennycuick e Battley 2003; Cochran e Wikeski 2005; Bowlin e Wikelski 2008; Shamoun Baranes e van Gasteren 2011; Bulte et al.2014; Gill et al.2014). In caso di vento in coda, gli uccelli sono in grado di volare a distanze maggiori esercitando meno energia (Emlen 1975; Bloch e Bruderer 1982; Gauthreaux 1982, 1991; Alerstam 1990; Richardson 1990; Bruderer e Boldt 2001). Secondo alcuni ultimi studi si è scoperto come la pressione atmosferica abbia un impatto minore sul numero di catture di Phylloscopus sp, rispetto alla forza e alla direzione del vento (Bozó , Csörgő and  Heim 2018) I venti di coda svolgono infatti  un ruolo importante soprattutto  in autunno per queste specie . Molto probabilmente, gran parte delle osservazioni di Luì di Pallas (Phylloscopus proregulus Pallas, 1811) che si sono verificate al di fuori del consueto range di svernamento, sono riferibili a individui che durante la migrazione autunnale (che si verifica con un leggero ritardo rispetto ad altre specie), in seguito a forti perturbazioni (forti venti e importanti eventi temporaleschi) hanno perso la cognizione migratoria e si sono trovati in zone lontane rispetto alle solite.  Il Luì di Pallas (Phylloscopus proregulus Pallas, 1811) ha una distanza piuttosto breve da coprire tra le aree di riproduzione e di svernamento, il che può spiegare la sua migrazione tardiva in autunno (del Hoyo et al. 2006). Ciò spiegherebbe il fatto che la maggior parte delle osservazioni in Europa si concentrino tra ottobre e febbraio, con picchi a novembre e gennaio, come nel caso della nostra osservazione.

Ritorniamo ora alla nostra esperienza: siamo tutti in estasi, il Luì si concede più volte e si fa vedere finalmente bene facendosi fotografare decentemente. Ma è qui che arriva la sorpresa più grande, quando decidiamo di andarcene per continuare i nostri censimenti, decido di fotografarlo per l’ultima volta, e mentre lo immortalo su un arbusto, vedo Giovanni che lo fotografa sul cespuglio di Olivastro in cui lo avevamo osservato all’ inizio, dunque gli individui sono 2!! Ci godiamo il 33° e il 34° Luì di Pallas (Phylloscopus proregulus Pallas, 1811) per l’Italia. Non siamo infatti in molti in Italia ad aver visto questo minuscolo folletto alato. Sono riportati 31 record di questa specie per il territorio nazionale fino alla pubblicazione di The Birds Of Italy (2) (Brichetti &Fracasso, 2020). Successivamente alla pubblicazione, la specie è stata contattata il 31/10/2020 anche in provincia di Padova (Elena Rizzo in Ornitho.it). L’ osservazione di 2 individui contemporaneamente rendono il dato ancora più interessante. In tutto il territorio italiano infatti viene riportata solo un’altra osservazione di 2 individui osservati contemporaneamente in Puglia (Prov. Lecce), nell’ ottobre 2002 (OIT, Brichetti &Fracasso, 2020). Questa specie è stata contattata per la prima volta in Italia il 31.10.1994 presso Isola della Cona, Staranzano (GO) da Bellio e Persson. Risulta atipico come fino a quell’ anno non fosse stata mai segnalata in territorio nazionale e che nei successivi 26 anni si siano registrati 33 distinte osservazioni e addirittura in alcuni casi sia stato provato lo svernamento. Che sia il risultato di un numero crescente di birdwatcher e appassionati sul suolo nazionale? O è frutto di un sempre maggior contingente svernante nell’ Europa Nord Orientale? Il tempo stringe, è ora di andare a adempire il nostro dovere e lasciare quel magico posto, quella monumentale torre di avvistamento, quello splendido tratto di mare nel quale fino ai primi decenni dell’800 erano solite ancorarsi le flottiglie turche e in cui ora si è ancorato quest’ altro raro visitatore dell’Est.

Andrea Cusmano con Agrofauna