Monitoraggio del daino nell’Oasi Pixina Manna Is Cannoneris

Monitoraggio del daino nell’Oasi Pixina Manna Is Cannoneris

Progetto faunistico / Sardegna

Monitoraggio del daino a Pixina Manna e riduzione dei danni nel comprensorio di Cagliari

Il lavoro ha riguardato l’Oasi permanente di protezione faunistica e cattura di Pixina Manna Is Cannoneris e le aree limitrofe, con un’impostazione operativa che ha unito analisi territoriale, censimenti ripetuti, verifica dell’impatto sulle colture e prove di prevenzione.

La relazione finale non si limita a descrivere la presenza della specie: costruisce una base tecnica utile per leggere consistenza, distribuzione, criticità gestionali e misure applicabili sul territorio.

280daini stimati all’interno dell’oasi sulla base dei censimenti svolti
50postazioni predisposte per il monitoraggio da punti di vantaggio
21eventi stradali georeferenziati e analizzati nel comprensorio
Daino rilevato durante il monitoraggio a Pixina Manna
Uno scatto ottenuto durante il monitoraggio della specie nell’area di studio, utile anche per verificare il comportamento in prossimità delle strutture di prevenzione.

Impostazione

Un progetto costruito su più livelli di lettura

Il primo blocco di lavoro ha riguardato l’inquadramento territoriale e vegetazionale. Sono stati utilizzati dati bibliografici, fotointerpretazione in QGIS, sopralluoghi in campo e 12 voli con drone per aggiornare la carta dell’uso del suolo e la lettura degli habitat presenti nell’oasi.

La relazione evidenzia un contesto dominato dalle leccete sarde, che coprono circa il 72% della superficie complessiva, con presenza significativa di macchia mediterranea, garighe, ricolonizzazioni naturali e aree agricole periferiche. Questo passaggio è importante perché lega la distribuzione del daino alla struttura reale del territorio, non a una descrizione astratta dell’area.

Su questa base sono stati poi costruiti i diversi moduli di monitoraggio, l’analisi dei danni e le misure di prevenzione, così da arrivare a una lettura gestionale completa e non solo descrittiva.

Monitoraggi

I metodi usati per leggere la popolazione

Punti di vantaggio31 postazioni coperte nel 2021 e 41 nel 2022
Le sessioni da punti di vantaggio hanno permesso di esplorare circa 294 ettari, di cui 231 interni all’oasi e 63 esterni. L’estensione fuori confine è servita a verificare la presenza di cervidi anche nelle aree limitrofe e a distinguere la distribuzione del daino da quella del cervo sardo.
Censimento al bramito23 postazioni e 650 ettari di area di ascolto
La sessione sperimentale di ottobre 2021 ha contato 24 maschi adulti al bramito e 19 individui nella sessione a vista collegata. Il 70% degli individui censiti è risultato oltre il confine sud dell’oasi, elemento utile per leggere il reale baricentro della popolazione.
Termocamera e faro18,088 km percorsi e IKA pari a 0,22
Il transetto notturno ha mostrato limiti evidenti all’interno dell’oasi per via della vegetazione e della scarsa visibilità, ma si è rivelato utile nelle aree aperte esterne, dove è stato possibile distinguere meglio le specie e quantificare un indice chilometrico di abbondanza per il daino.
Fototrappolaggio8 dispositivi nelle aree con segni di presenza
Le fototrappole sono state impiegate per confermare l’uso di specifici settori, leggere la struttura post-riproduttiva della popolazione e verificare sia l’impatto sulle colture sia l’efficacia delle recinzioni predisposte nei plot di controllo.

Risultati principali

Dai censimenti a vista la densità media calcolata è risultata pari a 13 daini ogni 100 ettari, mentre il censimento al bramito ha restituito una densità di 18 daini ogni 100 ettari. La relazione stima quindi la presenza di circa 280 daini all’interno dell’oasi.

La concentrazione maggiore è stata rilevata nel settore sud-est, lungo il confine. La struttura di popolazione osservata in autunno è risultata più credibile di quella primaverile, con 35% maschi, 53% femmine e 12% piccoli, dato utile per interpretare la fase riproduttiva e le differenze di visibilità tra classi.

Questi numeri sono centrali perché spostano la pagina da semplice aggiornamento a caso studio reale di monitoraggio, con un quadro quantitativo già utilizzabile in chiave gestionale.

Recinzione elettrificata usata per la prevenzione dei danni da daino
Una delle recinzioni elettrificate installate per valutare l’impatto sulla vegetazione e verificare l’efficacia delle misure di prevenzione.

Prevenzione

Danni agricoli, incidenti e misure tecniche

Colture più esposteDall’analisi delle segnalazioni reperite tramite Città Metropolitana emergono soprattutto danni su fava e carciofo, con distribuzione concentrata nel comune di Pula.
Prevenzione consigliataLa relazione individua nelle recinzioni elettrificate la misura più efficace per questa tipologia di danno, con cinque ordini di filo e ultimo cavo posto a circa 1,5-1,7 metri dal suolo.
Verifica in campoPer misurare l’impatto sulla vegetazione naturale sono stati predisposti due siti con mini-plot di saggio e controllo, recinzioni elettrificate, manutenzione costante e fototrappole dedicate.
Sicurezza stradaleSono stati georeferenziati 21 eventi riconducibili alla specie. I tratti più esposti possono essere supportati da cartellonistica e dissuasori acustico-visivi attivati dal traffico veicolare.

Divulgazione

Formazione, seminari e restituzione pubblica

Il progetto ha incluso anche un’attività di trasferimento operativo. La relazione richiama un corso di abilitazione per aspiranti censitori, ulteriori momenti formativi sul censimento al bramito e un seminario destinato agli studenti universitari, tenuto a Cagliari nel 2022.

Questo elemento merita spazio perché mostra un tratto ricorrente del lavoro Agrofauna: il monitoraggio non resta chiuso nel dato tecnico, ma viene tradotto in protocolli, formazione e confronto con enti, operatori e mondo universitario.

Vuoi impostare un monitoraggio su ungulati o verificare misure di prevenzione sul territorio

Questa esperienza mette insieme rilievi, cartografia, censimenti, analisi del danno e prove di prevenzione. È lo stesso approccio che possiamo applicare ad altri contesti con problemi di gestione faunistica o conflitto con le attività agricole.

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