Progetto faunistico / Sardegna
Monitoraggio del daino a Pixina Manna e riduzione dei danni nel comprensorio di Cagliari
Il lavoro ha riguardato l’Oasi permanente di protezione faunistica e cattura di Pixina Manna Is Cannoneris e le aree limitrofe, con un’impostazione operativa che ha unito analisi territoriale, censimenti ripetuti, verifica dell’impatto sulle colture e prove di prevenzione.
La relazione finale non si limita a descrivere la presenza della specie: costruisce una base tecnica utile per leggere consistenza, distribuzione, criticità gestionali e misure applicabili sul territorio.
Impostazione
Un progetto costruito su più livelli di lettura
Il primo blocco di lavoro ha riguardato l’inquadramento territoriale e vegetazionale. Sono stati utilizzati dati bibliografici, fotointerpretazione in QGIS, sopralluoghi in campo e 12 voli con drone per aggiornare la carta dell’uso del suolo e la lettura degli habitat presenti nell’oasi.
La relazione evidenzia un contesto dominato dalle leccete sarde, che coprono circa il 72% della superficie complessiva, con presenza significativa di macchia mediterranea, garighe, ricolonizzazioni naturali e aree agricole periferiche. Questo passaggio è importante perché lega la distribuzione del daino alla struttura reale del territorio, non a una descrizione astratta dell’area.
Su questa base sono stati poi costruiti i diversi moduli di monitoraggio, l’analisi dei danni e le misure di prevenzione, così da arrivare a una lettura gestionale completa e non solo descrittiva.
Monitoraggi
I metodi usati per leggere la popolazione
Risultati principali
Dai censimenti a vista la densità media calcolata è risultata pari a 13 daini ogni 100 ettari, mentre il censimento al bramito ha restituito una densità di 18 daini ogni 100 ettari. La relazione stima quindi la presenza di circa 280 daini all’interno dell’oasi.
La concentrazione maggiore è stata rilevata nel settore sud-est, lungo il confine. La struttura di popolazione osservata in autunno è risultata più credibile di quella primaverile, con 35% maschi, 53% femmine e 12% piccoli, dato utile per interpretare la fase riproduttiva e le differenze di visibilità tra classi.
Questi numeri sono centrali perché spostano la pagina da semplice aggiornamento a caso studio reale di monitoraggio, con un quadro quantitativo già utilizzabile in chiave gestionale.
Prevenzione
Danni agricoli, incidenti e misure tecniche
Divulgazione
Formazione, seminari e restituzione pubblica
Il progetto ha incluso anche un’attività di trasferimento operativo. La relazione richiama un corso di abilitazione per aspiranti censitori, ulteriori momenti formativi sul censimento al bramito e un seminario destinato agli studenti universitari, tenuto a Cagliari nel 2022.
Questo elemento merita spazio perché mostra un tratto ricorrente del lavoro Agrofauna: il monitoraggio non resta chiuso nel dato tecnico, ma viene tradotto in protocolli, formazione e confronto con enti, operatori e mondo universitario.
Vuoi impostare un monitoraggio su ungulati o verificare misure di prevenzione sul territorio
Questa esperienza mette insieme rilievi, cartografia, censimenti, analisi del danno e prove di prevenzione. È lo stesso approccio che possiamo applicare ad altri contesti con problemi di gestione faunistica o conflitto con le attività agricole.
