Censimento della popolazione di cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis) svernante nelle zone umide della Città Metropolitana di Cagliari

Il cormorano è una specie politipica a distribuzione sub-cosmopolita presente in Europa con due sottospecie. La forma nominale carbo ha habitus spiccatamente marino e distribuzione ristretta all’Atlantico settentrionale, con areale di nidificazione che si estende in Nord America lungo le coste del Canada meridionale e del New England, e in Europa dalle coste settentrionali francesi e le Isole Britanniche sino alla Norvegia ed alla Penisola di Kola. La forma sinensis, continentale e nidificante in Italia, è invece ampiamente diffusa in tutta l’Europa e l’Asia a Sud della zona boreale. In Italia, il Cormorano è specie sedentaria e nidificante, svernante e migratrice regolare.

Nel nostro Paese nidifica con regolarità con circa 1.500 coppie in una decina di siti localizzati principalmente in siti fluviali e zone umide interne di Piemonte, Lombardia ed Emilia, nella Laguna Veneta e nel Delta del Po. Nell’Oristanese è tuttora presente un nucleo relitto noto sin dagli anni 1960, mentre a partire dagli anni 1990 vari tentativi di insediamento e nidificazioni irregolari si sono susseguiti in Sicilia, Puglia e Friuli-Venezia Giulia.
L’areale della popolazione (AOO, criterio B2) italiana risulta essere ristretto (minore di 5000 km², Boitani et al. 2002) ma non fortemente frammentato. Il numero di individui maturi è stimato in 1770 nel 2000 e risulta in incremento (Brichetti & Fracasso 2003, BirdLife International 2004) (2) (3), con circa 6000 individui maturi nel 2011 (Volponi com.pers.). Per questi motivi la specie in Italia viene classificata come a Minore Preoccupazione (LC).
I cormorani sono predatori ittiofagi generalisti in grado di nutrirsi di un’ampia gamma di specie ittiche (e non) che catturano nelle acque costiere poco profonde, nelle acque dolci lacustri e fluviali, negli ambiti produttivi di acquacoltura sia tradizionali/estensivi che artificiali/intensivi.
Nella gran parte dei paesi in cui i cormorani sono presenti, l’incremento numerico e l’espansione geografica ha portato ad un crescente numero di conflitti sia con l’acquacoltura che la pesca commerciale e ricreativa (si vedano per esempio rispettivamente Bildsøe et al. 1998 e Suter 1995).

Area di studio

Su stangioni sant’Efisio

• comune: Pula
• superficie: 30 ha
• principali specie ittiche: mugilidi, anguille spigole, orate, saraghi

SANTA GILLA

• comune: Assemini, Cagliari, Elmas
• superficie: 1800 ha
• principali specie ittiche: mugilidi, spigole, granchi, mormore, ghiozzi, gamberetti, anguille, vongole
• classificazione ambientale: sito Ramsar, ZPS ITB044003, ZSC ITB040023, Oasi di protezione faunistica e di cattura.

STAGNI SU STAINEDDU E BIDDA, RIO S. LUCIA, AREE CACIP, CANALI MARAMURA (STAGNO DI CAPOTERRA)

• comune: Cagliari, Capoterra
• superficie: 70 ha
• principali specie ittiche: mugilidi, spigole, granchi, ghiozzi, anguille,
• classificazione ambientale: ZPS ITB044003 – SIC ITB040023

Scopo del progetto

Le finalità sono le seguenti:
A) quantificare la consistenza numerica dei cormorani presso i seguenti dormitori:
◦ Isola San Macario – Pula
◦ Santa Gilla
◦ Molentargius
B) quantificare la consistenza numerica dei cormorani nei siti in concessione di pesca seguenti
◦ Peschiera Su Stangioni S. Efisio (Pula)
◦ Stagno Su Staineddu e Bidda e Rio S. Lucia (Capoterra)
◦ Stagno di Santa Gilla
C) verificare che sia effettuato il corretto svolgimento delle attività di prevenzione dei danni.

Materiali e metodi

I censimenti vengono effettuati da 4 rilevatori con qualifica di Censitore di uccelli acquatici rilasciata da ISPRA e da 3 collaboratori.
Vengono svolti in contemporanea sia nei siti di foraggiamento, sia presso i dormitori, secondo il seguente schema:
• all’involo dal sito del dormitorio alle prime luci del giorno
• al rientro nel sito del dormitorio al tramonto
• nei siti di alimentazione (compendi ittici) alle 8:00 – 10:00 – 12:00 – 14:00 e alle 16:00, con cadenza di un conteggio ogni 2 ore per un totale di 5 conteggi giornalieri. Presso i siti di alimentazione, per ogni conteggio effettuato in ciascuna fascia oraria, i censitori registrano il numero di cormorani in pesca, in riposo e in volo

Attrezzature

Per tutti i censimenti vengono utilizzati binocoli e cannocchiali per avvistamenti, sia presso i dormitori che i siti di foraggiamento.

Prevenzione dei danni

A carico delle cooperative ittiche che allevano il pesce all’interno delle aree di monitoraggio, rimane l’istallazione di alcuni sistemi di prevenzione dei danni. Queste strutture servono a fornire una superficie di riparo dai cormorani, soprattutto per gli avannotti, i quali riescono a entrare attraverso la maglia della rete. Il posizionamento avviene nei mesi di ottobre-novembre e rimangono a dimora fino alla fine di marzo. Tra i vari sistemi utilizzabili, di seguito quanto effettivamente posizionato:
• gabbie galleggianti per il rifugio dell’ittiofauna di 200×200 cm circondate da rete verticale sommersa in plastica di maglia 10 x 10 cm e altezza 100 cm. La superficie emersa è ricoperta con rete ombreggiante.
• aree recintate da rete verticale sommersa in plastica di maglia 10 x 10 cm con la superficie emersa ricoperta con rete antiplanata

LINK
1. https://avibase.bsc-eoc.org/species.jsp?avibaseid=1A12AFD4154674D1
2. http://www.iucn.it/scheda.php?id=-2036486348
3. http://datazone.birdlife.org/species/factsheet/great-cormorant-phalacrocorax-carbo/text