Progetto faunistico / Sardegna / 2023-2026
Censimenti cormorano Sardegna
La pagina riunisce tre annualità consecutive di monitoraggio del cormorano svernante nelle zone umide della Sardegna meridionale, con lettura integrata dei dati raccolti nei compendi ittici e nei dormitori, con valutazione dell’andamento stagionale e della presenza dei sistemi di prevenzione.
Il quadro non si ferma al conteggio degli individui. Serve a capire dove si concentra davvero la pressione sulla produzione ittica, quali siti funzionano come poli di alimentazione e quali dormitori guidano gli spostamenti nel territorio.
Lettura del progetto
Non un censimento isolato, ma una sequenza di campagne utili alla gestione
Il lavoro parte dalla campagna 2023-2024 attivata nella Città Metropolitana di Cagliari e nel Sud Sardegna, prosegue con l’annualità 2024-2025 e si amplia nel 2025-2026, quando il quadro viene aggiornato dal nuovo riassetto provinciale della Regione Sardegna.
Questa continuità rende la pagina più utile di una semplice sintesi annuale: permette di leggere quali siti restano strutturalmente importanti, quali mostrano oscillazioni forti e dove i numeri sono troppo bassi per giustificare lo stesso livello di attenzione applicato ai poli principali.
La logica resta concreta: dati di campo, confronto tra stagioni, supporto a prevenzione, indennizzi e programmazione delle attività future.
Metodo di lavoro
Due uscite al mese
Le campagne sono state organizzate con due sessioni mensili, in genere da ottobre a marzo, con intervalli coerenti con il protocollo regionale.
Cinque conteggi al giorno
Nei siti di alimentazione i rilievi vengono svolti alle 8, 10, 12, 14 e 16, distinguendo animali in pesca, in volo e a riposo.
Alba e tramonto
I dormitori vengono letti all’involo mattutino e al rientro serale, per stimare meglio la consistenza della popolazione che gravita nell’area.
Dati utilizzabili
Le medie giornaliere e mensili sono costruite per dare alla stazione appaltante un riferimento tecnico omogeneo nella lettura del danno.
Aree seguite
Tre sistemi territoriali con dinamiche diverse
Cagliari e Pula
I compendi di Capoterra, Santa Gilla e Laguna di Nora / Su Stangioni Sant’Efisio sono letti insieme ai dormitori di Molentargius, Santa Gilla e Isola di San Macario.
Nelle stagioni complete il sistema di Santa Gilla emerge come riferimento principale, mentre nel 2026 i dati disponibili coprono soltanto febbraio e marzo.
Sarrabus e Sud Sardegna orientale
Qui rientrano Feraxi, Colostrai, San Giovanni, Rii Flumendosa-Gironi-Sa Carina, Sa Praia e Malfatano, con i dormitori di Colostrai e Isola di Quirra.
È il settore dove si vedono i picchi più importanti nei compendi ittici, con Sa Praia e Colostrai come siti decisivi nella stagione 2025-2026.
Sulcis Iglesiente
La campagna 2025-2026 include Bau Cerbus, Porto Pino, Stagno Cirdu e Su Stangioni di Teulada, oltre ai dormitori di Isola dei Meli, Punta Trettu, Isola della Vacca e Isola Rossa.
Qui il quadro è netto: compendi con pressione contenuta, ma un dormitorio dominante, Punta Trettu, che concentra buona parte della popolazione svernante dell’area.
Cosa dicono i dati
Nel 2025-2026 i poli principali sono Sa Praia, Colostrai e Punta Trettu
Sa Praia è il compendio più carico
Nella stagione 2025-2026 lo Stagno di Sa Praia registra il valore complessivo più alto nei compendi ittici: 488 individui nella seconda sessione di dicembre, con una media giornaliera di 378 e una media mensile vicina ai 300 esemplari.
Colostrai guida la sola attività di pesca
Nello Stagno di Colostrai si osserva il dato puntuale più elevato per gli animali in pesca: 214 cormorani alle 08:00 della prima sessione di dicembre 2025, con media giornaliera di 91 e media mensile di 79.
Punta Trettu è il dormitorio dominante del Sulcis
Nel dormitorio di Punta Trettu la seconda sessione di dicembre 2025 arriva a una media di 571 individui, mentre la media mensile più elevata si registra a gennaio 2026 con 526 cormorani.
Bau Cerbus e Porto Pino restano utili da seguire
Nel Sulcis i compendi con segnali più interessanti, pur su numeri inferiori rispetto al Sarrabus, sono Bau Cerbus e Porto Pino. Bau Cerbus tocca 84 individui totali e 46 in pesca, mentre Porto Pino raggiunge la media mensile più alta dell’area nel gennaio 2026 con circa 41 individui.
A Cagliari il 2026 va letto come aggiornamento parziale
Per la Città Metropolitana di Cagliari la campagna 2025-2026 copre solo febbraio e marzo. Nei compendi si leggono 17 cormorani medi in pesca a Capoterra a febbraio, 11,5 a Santa Gilla e 1,2 a Su Stangioni. Nei dormitori Santa Gilla resta il sito più importante, con media di 189 a febbraio e 83 a marzo.
Prevenzione
Le misure efficaci non sostituiscono i censimenti, ma lavorano con i dati
Durante i mesi di monitoraggio abbiamo anche documentato la presenza di alcuni sistemi di prevenzione nell’area di Cagliari: recinti sommersi, gabbie galleggianti, sistemi antiplanata e altre soluzioni ecologiche orientate a ridurre accessibilità e attrattiva del sito.
La logica operativa è chiara: si protegge soprattutto la fauna ittica giovanile e si crea un rifugio fisico nelle zone dove la predazione tende a concentrarsi. La misura non è unica né universale: cambia in funzione di morfologia del sito, profondità, vegetazione e gestione della peschiera.
Le relazioni più recenti confermano che i dati di presenza servono proprio a questo: decidere dove ha senso intervenire davvero e dove invece i numeri restano troppo bassi per giustificare lo stesso sforzo tecnico ed economico.
Perché questa pagina è utile
Riassume in un unico quadro tecnico ciò che le singole relazioni mostrano separatamente: quali compendi meritano attenzione prioritaria, quali dormitori reggono la popolazione svernante e dove la prevenzione può essere calibrata in modo proporzionato.
Priorità territoriali
Sa Praia, Colostrai, Santa Gilla e Punta Trettu emergono come nodi da leggere con attenzione diversa rispetto ai siti marginali.
Serie storica utile
Il confronto tra campagne evita errori di interpretazione quando un’annualità ha copertura ridotta o condizioni locali anomale.
Gestione più precisa
Prevenzione, stima del danno e pianificazione futura diventano più difendibili quando poggiano su dati spaziali e stagionali coerenti.
