Progetto faunistico / Parco Nazionale dell’Aspromonte
Monitoraggio del lupo in Aspromonte.
Un’attività di monitoraggio svolta nel 2018 per localizzare i gruppi familiari, verificare la riproduzione, proseguire la genotipizzazione degli individui presenti nel Parco e approfondire il tema degli ibridi.
Il perché del progetto
Conoscere meglio la presenza del lupo per orientare tutela e gestione.
Il monitoraggio del 2018 si inserisce nel progetto di sistema “Convivere con il lupo, conoscere per preservare”, sviluppato dai Parchi nazionali dell’Appennino meridionale per rafforzare le conoscenze scientifiche sulla specie e sulle criticità di conservazione.
Nel Parco Nazionale dell’Aspromonte l’obiettivo operativo era duplice: da un lato individuare un numero minimo certo di gruppi familiari e verificare la riproduzione, dall’altro continuare la genotipizzazione degli individui presenti e approfondire la presenza di soggetti ibridi o introgressi.
Per farlo sono state integrate tecniche indirette diverse, lette insieme e non come dati isolati: segni di presenza, campioni fecali, emissioni acustiche e immagini raccolte sul campo.
Come si è lavorato
Transetti
Sono stati percorsi 49 transetti distribuiti nei settori Nord, Centro e Sud del Parco, per intercettare piste di marcatura, fatte e altri segni utili.
Campioni non invasivi
I campioni fecali raccolti sono stati georeferenziati e inviati al laboratorio ISPRA per l’analisi genetica individuale e la verifica di eventuale ibridazione.
Wolf-howling
L’indagine è stata svolta con più squadre in contemporanea, su quattro circuiti e 35 stazioni di emissione, per localizzare aree di rendez-vous e gruppi riproduttivi.
Foto-videotrappolaggio
Nel settore sud-occidentale il controllo è stato intensificato per seguire un individuo dalla colorazione molto scura e verificare la composizione del gruppo familiare.
Metodo di lavoro
Quattro tecniche lette in modo integrato.
Segni di presenza
Nei 49 transetti, lunghi tra circa 2 e 7 km, sono stati rilevati soprattutto punti di marcatura. I percorsi coprivano 15 transetti nel settore Nord, 21 nel settore Centro e 13 nel settore Sud, per un totale di circa 203,5 km.
Analisi genetica
I campioni raccolti sul campo sono stati georeferenziati e caricati nel database dedicato. L’analisi genetica ha consentito di stimare la resa del campionamento e di distinguere lupi, ibridi, soggetti introgressi e cane.
Wolf-howling
Nel 2018 sono stati utilizzati quattro circuiti, per 117 km complessivi e 35 stazioni di emissione. Le repliche sulle stesse aree hanno permesso di aumentare la probabilità di risposta e di localizzare nuclei adiacenti.
Foto-videotrappole
Dal 2017 il foto-videotrappolaggio è stato usato in modo opportunistico per seguire soggetti fenotipicamente anomali. Nel 2018 il monitoraggio si è concentrato soprattutto nella parte alta della Fiumara Tuccio di Bagaladi e presso la frana Colella.


Cosa è emerso
Un quadro più preciso della presenza del lupo e delle aree più sensibili.
83 segni di presenza
L’attività su transetti ha prodotto 83 segni complessivi: 80 fatte e 3 impronte su fango. Nel settore Sud lo sforzo è stato più concentrato, soprattutto nelle aree di verifica dell’ibridazione.
30 campioni inviati, 22 genotipizzati
Tra i campioni ritenuti idonei, 22 hanno restituito un profilo genetico utilizzabile, con una resa del 73,3%. I risultati hanno identificato 10 genotipi distinti.
Presenza di ibridi e introgressi
Tra i 10 genotipi distinti sono risultati 4 lupi, 3 ibridi, 2 lupi con introgressione del cromosoma Y e 1 cane. Il dato conferma una criticità già emersa nelle sessioni precedenti.
106 sessioni di wolf-howling
Le emissioni totali hanno prodotto 5 risposte, distribuite nei tre settori del Parco. Le risposte hanno consentito di riconoscere aree di rendez-vous e probabili territori di branchi riproduttivi.
Un gruppo con individuo anomalo
Il foto-videotrappolaggio ha confermato anche nel 2018 la presenza di un individuo dalla colorazione molto scura. L’animale è stato osservato all’interno di un gruppo familiare di 6 individui, con comportamento compatibile con un ruolo dominante.
Lettura finale
Il monitoraggio conferma la presenza stabile della specie, ma anche un nodo gestionale aperto.
La relazione conclude che nel 2018 il Parco ospitava con buona probabilità almeno tre gruppi familiari riproduttivi: uno nel settore sud-occidentale, uno nel settore nord e uno nel settore centro-orientale.
Allo stesso tempo viene confermata, soprattutto nel settore sud-occidentale, la presenza di individui ibridi o introgressi. Questo aspetto rende necessario mantenere un controllo costante e continuare il monitoraggio genetico.
Il valore del progetto sta proprio qui: non solo documentare la presenza del lupo, ma fornire una base tecnica utile per orientare le scelte di conservazione e le misure di prevenzione.
Un lavoro utile alla gestione del Parco.
L’integrazione tra rilievi di campo, genetica, ascolto notturno e foto-videotrappolaggio ha permesso di aggiornare la lettura della popolazione presente in Aspromonte. La presenza del lupo è confermata in più settori del Parco, ma la continuità del monitoraggio resta essenziale per seguire la dinamica dei branchi e affrontare in modo corretto il tema dell’ibridazione.
Presenza e riproduzione
I dati raccolti permettono di localizzare nuclei riproduttivi e riconoscere aree di uso stabile.
Genetica applicata
La genotipizzazione distingue soggetti diversi e mette in evidenza criticità che sul solo campo non sarebbero leggibili.
Base per le decisioni
Il progetto produce informazioni utili per tutela, pianificazione dei controlli e aggiornamento delle strategie di conservazione.





