Progetto di monitoraggio faunistico della Lepre italica (Lepus corsicanus) contenuto nelle azioni di sistema trasversali del progetto di conservazione della Lepre italica all’interno dei Parchi Nazionali

Le attività di monitoraggio della lepre sono state svolte, integralmente, all’interno della Foresta Demaniale detta “di Circe”.

Lo scopo del progetto era quello di indagare la presenza della lepre italica (Lepus corsicanus) attraverso la tecnica del fototrappolaggio e del censimento con census spotlight.

L’analisi dei risultati ottenuti ha consentito di stimare la densità di lepre italica all’interno del Parco. Il fototrappolaggio è stato condotto seguendo il metodo Random Encounter Model, già utilizzato da Caravaggi, nel 2015, per valutare le densità di una popolazione di lepre irlandese.

Questa tecnica viene utilizzata per fornire una stima della densità di popolazione per specie che presentano un tasso di contattabilità basso (Silveira et al, 2003). Il metodo si basa su tre assiomi fondamentali, ovvero che il movimento della specie monitorata sia casuale, che la contattabilità degli individui sia indipendente dalla posizione della fototrappola ed infine che la popolazione oggetto di studio sia chiusa. L’area di studio è stata suddivisa mediante una griglia in 25 plot con area 1 km2 . All’interno di ogni plot, sono stati scelti 20 punti random, dove posizionare le fototrappole.

Lepre italica in pastura

Il censimento con l’ausilio del faro ad alta luminosità aumenta le possibilità di contattare individui di lepre. Questi, durante il giorno, assumono un comportamento elusivo, mentre la notte risultano maggiormente attivi frequentando le aree di pastura (Di Luzio e Barone, 2012). La presenza, all’interno dell’occhio di un particolare strato di tessuto riflettente alla luce (tapetum lucidum) consente di individuare l’animale, mediante l’utilizzo di sorgenti luminose ad alta intensità, anche a distanze considerevoli. All’interno della foresta demaniale sono stati effettuati transetti lineari a cadenza bimestrale.

Pellet fecali di lepre italica

L’attività di ricerca dei pellet fecali è stata effettuata con l’ausilio di un cane da scatdetection. La ricerca dei pellet fecali da destinare all’analisi genetica (laboratorio ISPRA) ed all’analisi della dieta (laboratorio UNINA), è stata effettuata nei punti di accertata presenza della specie (bosco e radure), determinati dal modello di idoneità per la stessa e dai dati di studi precedenti.Dai dati rilevati risulta una densità di 6,42 lepri ogni 100 ha. Si presume quindi che la popolazione di lepre italica sia composta da un numero massimo di individui intorno a 190 soggetti

Durante l’attività di fototrappolaggio sono state avvistate inoltre le seguenti specie di mammiferi: cane (Canis lupus familiaris), cinghiale (Sus scrofa), daino (Dama dama), faina (Martes foina), istrice (Hystrix cristata), riccio (Erinaceus europaeus), tasso (Meles meles) e volpe (Vulpes vulpes)