Agrofauna

Controllo del cinghiale

Gestione ungulati

Controllo del cinghiale.

Una scheda tecnica per inquadrare densità, danni, strumenti normativi e modalità operative di contenimento.

Una specie in forte espansione, con effetti agricoli e ambientali

La consistenza, la densità e la distribuzione del cinghiale sono progressivamente aumentate nel tempo. Questa dinamica ha comportato ripercussioni sulle colture agricole, sull’ambiente, sulla rinnovazione forestale e sulle popolazioni di galliformi, anche per l’azione di predazione sui nidi.

Il controllo richiede un quadro tecnico e normativo chiaro: non è solo una questione di prelievo, ma di programmazione, coordinamento, autorizzazioni e lettura dei danni sul territorio.

Quadro normativo e piani di controllo

La Regione Toscana ha approvato la Legge obiettivo per la gestione degli ungulati in Toscana n. 10 del 09/02/2016, con il fine di aumentare le possibilità di prelievo venatorio nelle aree maggiormente soggette a danni.

Dopo il primo piano di controllo 2016-2018 è stato pubblicato il Piano di controllo 2019-2021, che riporta le specifiche attuative della legge obiettivo.

Modalità operative

Le attività al di fuori dei periodi previsti dalla Legge Nazionale 157/92 sono incentrate sul prelievo selettivo, tramite selecontrollo oppure attraverso interventi di contenimento ai sensi dell’art. 37 L.R. 3/94.

Contenimento con braccata

Interventi nei periodi 1 gennaio – 28 febbraio e 1 novembre – 31 dicembre, realizzabili anche con tecnica della braccata con numero di cani non superiore a 5.

Appostamento

Interventi nel periodo 1 marzo – 31 ottobre, realizzati con tecnica della caccia da appostamento e sotto il coordinamento degli organi competenti.

Serve impostare un intervento o leggere i dati di danno?

Possiamo supportare la valutazione tecnica, il collegamento con prevenzione e miglioramenti ambientali, e la gestione documentale delle attività.

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